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Emilie e Charlotte, le gemelle morte a Parigi

Erano identiche, brillanti, inseparabili. Gemelle dal carattere differente ma sempre unite. Indivisibili in vita e indivisibili anche nel loro ultimo giorno.
Emilie e Charlotte Meaud, 30 anni, sono morte una a fianco all'altra crivellate da una pioggia di proiettili esplosa durante la notte di sangue di Parigi: loro due sono tra le 13 vittime massacrate davanti al bar Carillon. Si erano incontrate per un drink, per condividere progetti e aspettative, per scambiare sogni drammaticamente infranti in pochi istanti.
Oggi la mamma e il fratello delle ragazze sono nella Capitale francese per riportare le loro bare nella loro città natale dove verranno sepolte dopo il funerale al quale parteciperà tutta la comunità di Aixe sur Vienne, nella regione di Limousin, nella Francia occidentale.
René Arnaud, il sindaco della città che conosceva le ragazze sin da quando erano piccole, era con la famiglia nel momento in cui si è appreso della morte di Emilie e Charlotte: «È dura seppellire un figlio. Seppellirne due è impensabile. Eppure, quando ho visto la famiglia non aveva l'odio nel cuore, erano semplicemente sconcertati. Con quali parole si possono consolare? Non ce ne sono».
Brune, occhi profondi che guardano al futuro, stavano costruendo il loro avvenire giorno per giorno.
Emilie stava lavorando come architetto, dopo la laurea a La Villette, la Scuola Nazionale di Architettura. Charlotte si era laureata in economia presso l'Università di Strasburgo e da settembre 2014 lavorava per Scientipole Initiative. Amava la cultura, la lettura, il jogging, il nuoto e la cucina.
«Ricorderemo il suo amore per la vita» hanno twittato i colleghi di lavoro all'indomani della tragedia.
Nonostante il loro aspetto identico e un legame indissolubile, le sorelle avevano personalità molto diverse. «Emilie era timida, piuttosto misteriosa, ma, paradossalmente, molto socievole. Amava il rock e i film di Eric Rohmer – hanno raccontato gli amici delle ragazze - Charlotte era molto popolare e allo stesso tempo riservata». Abitavano in due appartamenti diversi di Parigi, ma per loro due, sorelle inseparabili, era un'abitudine incontrarsi in un bar per due chiacchiere davanti a un drink.
«Erano molto legate – ha detto Arnaud - La famiglia si è preoccupata quando non riusciva a contattarle. Abbiamo scoperto il loro destino a tarda notte. La madre, un'insegnante in pensione, ha perso il marito e il padre appena un anno fa. Adesso dovrà affrontare pure questo». Seppellire una figlia sarebbe stata già una tragedia, seppellirne due per questa madre è disumano.

fonte: www.ilmattino.it


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