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Gemelli a scuola insieme o separati?



L'inserimento a scuola di due figli coetanei o quasi, mette i genitori di fronte all'inevitabile scelta fra il separarli o il tenerli uniti. Riflettiamo sui pro e i contro di entrambe le decisioni
L'inserimento nella Scuola dell'Infanzia è un passaggio molto importante nella vita di un bambino. Dall'ambiente domestico il piccolo si ritrova improvvisamente in quello scolastico, fino ad ora sconosciuto, dove inizia ad interagire regolarmente con i suoi coetanei, in un continuo percorso di crescita e apprendimento collettivo.
Un contesto sociale così ricco e stimolante consente al bimbo di sviluppare la sua personalità, grazie anche e soprattutto all'eterogeneità del gruppo: una classe è infatti solitamente composta da bambini di età e sesso differenti, spesso anche di diversa etnia e provenienza.
Proprio per dare al piccolo la migliore opportunità di arricchimento da queste relazioni, è opinione molto diffusa che sia meglio dividere i fratelli che, avendo una differenza di solo uno o due anni, potrebbero frequentare la stessa classe nella Scuola dell'Infanzia. Lo stesso discorso vale per i gemelli, le cui nascite negli ultimi anni sono peraltro notevolmente aumentate. Molti educatori e psicologi sono infatti concordi nel ritenere che l'inserimento nella stessa classe possa provocare un isolamento della coppia di fratellini o sorelline, oltre alla probabile replica del modello di relazione già presente in famiglia, con tutto ciò che questo comporta (come, ad esempio, la prevaricazione di uno sull'altro, i continui litigi, la chiusura del più timido anche nei confronti degli altri bambini, etc.)
Eppure non sempre questa risulta essere la soluzione migliore. Alcuni fratelli soffrono talmente tanto il distacco che tale scelta potrebbe invece rivelarsi negativa. E' fondamentale valutare bene caso per caso, a seconda delle caratteristiche dei piccoli: una mamma avverte ciò che è meglio per i suoi figli e comunque, se si sente la necessità di un consiglio, ci si può sempre rivolgere ad uno psicologo infantile o ad uno specialista del settore.
Ci sono poi casi in cui sarà l'inevitabilità della situazione a scegliere per noi. Se i due fratellini hanno due anni di differenza, ad esempio, possiamo anche optare di inserire il piccolo nella stessa classe del grande: l'anno successivo, col passaggio alle elementari del maggiore, il distacco sarà obbligato e probabilmente meno traumatico, perché il fratello minore è già inserito nel gruppo.
Anche nel caso dei gemelli solitamente si tende ad optare per la divisione. Essendo la loro complicità e il loro legame ancora più forte rispetto a quello di semplici fratelli, il rischio di isolamento di coppia appare ancora più concreto. Eppure diverse esperienze di mamme di gemelli hanno testimoniato il contrario: due sorelline che hanno frequentato fin dall'asilo la stessa classe, sono riuscite a crearsi ognuna le proprie amicizie. Sono rimaste sempre molto legate, ma indipendenti: non sedevano mai allo stesso banco, avevano interessi differenti e hanno completato il percorso di studi insieme fino al liceo, entrambe con un ottimo rendimento. Da questo esempio possiamo trarre un valido insegnamento: non bisogna imporre ai gemelli di essere diversi, ma aiutarli a scoprire le loro differenze e a saperle esprimere.
Uno studio olandese pubblicato qualche anno fa sul Journal of Epidemiology and Community Health ha peraltro confermato che, sebbene la scelta di dividere i gemelli venga presa dal 70% delle famiglie, spesso non porta a benefici né sul piano intellettivo né per le relazioni sociali. L'analisi condotta su un campione piuttosto vasto non aveva infatti riscontrato sostanziali differenze fra i gemelli che avevano frequentato classi separate e quelli che erano stati insieme.
Scegliete dunque liberamente e in base alle caratteristiche dei vostri piccoli ciò che reputate sia il meglio per la loro serenità.

fonte: www.lastampa.it


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