Gemellopoli - La città dei gemelli e delle gemelle

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Uguali e diversi di Giuliana Puglia

La parola "gemellarità" suscita sempre un' aspettativa di uguaglianza. E' un' uguaglianza che dà luogo ad equivoci, ed in ambito teatrale ha consentito di movimentare l' azione delle commedie, con travestimenti, scambi di persona, riconoscimenti, rinforzando la suspense e la comicità; nella realtà, consente occasioni di prese in giro e divertimenti. Il concetto di uguaglianza è talmente legato a quello di gemellarità che le differenze in soggetti dizigoti portano assai spesso ad un' ovvia conclusione: già, sono diversi, in fondo non sono dei veri gemelli, sono come fratelli; e la gemellarità viene addirittura negata. L' espressione inglese "fraternal twins" e quella francese "faux jumeaux", bene esprimono questi concetti. Specie se il sesso è diverso si procede con convinzione a liquidare la gemellarità; invece proprio quella dizigotica, con un maschio e una femmina ( DZmf ), anche secondo Zazzo, è la situazione "gemellare" per eccellenza, intesa come unità costituita da due parti complementari. Più spesso, consciamente o inconsciamente, si tende a soddisfare l' esigenza di uguaglianza implicita nella condizione gemellare, cercando ed evidenziando somoglianze, tentando di trasformarle in uguaglianze, scotomizzando le differenze. Alcune somiglianze sono create ed accentuate dai genitori e dai parenti, con l' abitudine, ancora molto frequente, di vestire e pettinare allo stesso modo i gemelli e di ricreare un doppio nell' abbigliamento, nell' arredamento, che ricalca il doppio gemellare. Tale atteggiamento deriva in buona parte dai sentimenti che la gemellarità suscita nei genitori: la futura madre è gia fiera di portare in seno dei gemelli e il padre assai spesso lo è ancora di più della madre, perchè per lui è un segno di potenza. La tendenza da parte della madre ad omologare i gemelli, a renderli uguali nell' aspetto, è sostenuta, oltre che dalla concordanza nelle scelte estetiche, dei gemelli monoziti stessi, anche dalla loro tendenza all' uniformità e all' omologazione, cui si è già accennato. Oltre la comune eredità genetica e la rassomiglianza che conferisce loro l'ambiente, Zazzo (1960) ha ipotizzato un altro fattore generatore di somiglianza: il micromilieu, l' ambiente gemellare. Si tratta dell' insieme di abitudini gestuali, mimiche, che modellano due persone che vivono in stretto rapporto di coppia; i gemelli così vengono anche ad assomigliarsi, per lo stesso motivo per cui a volte vengono ad assomigliarsi due anziani coniugi o due anziane sorelle e perfino un cane e il suo padrone. Anche la comunicazione tra i gemelli, ricca di impercettibili segni mimici, tende ad omologarli fin da piccoli e conferisce ai componenti la coppia gemellare un' affinità espressiva. Von Bracken ( 1939 ) ha sostenuto addirittura che nessuna uguaglianza è ascrivibile a fattori ereditari: tutte dipenderebbero dalla tendenza all' uniformità. Questa tesi, condivisa da pochi altri autori, è stata discussa e respinta da Zazzo. Quella "tendenza all' uniformità" che von Bracken contrappone ai fattori ereditari, appare di natura endogena, quindi ereditaria: non può essere intesa se non come una forza del patrimonio genetico (coincidente al 100% nei soggetti monozigoti, e per circa il 50% nei fratelli e nei gemelli dizigoti) che spinge nei monozigoti all' attualizzazione di analoghi potenziali con la realizzazione di comportamenti e progetti se non proprio identici, almeno simili, paralleli. E' assurdo negare nella costruzione della personalità l' influenza del fattore genetico, così come è assurdo negare l' influenza di fattori esogeni, comportamentali, sollecitati dall' ambiente. Ma quali che siano le forze che agiscono per omologare dal punto di vista psicologico i gemelli, i risultati sono modesti; grandi infatti sono le differenze psicologiche, di portata assolutamente non confrontabile con l' irrilevanza delle differenze fisiche, specie nei monozigoti. Dal punto di vista fisico, nei soggetti monozigoti le differenze non sono per lo più evidenti: si gioca quasi a rintracciarle, come si trattasse di identificare eccezioni che confermino la regola della identità genetica di base. Dal punto di vista psicologico, invece, la difficoltà, in particolare per i monozigoti, è piuttosto quella di rintracciare identità, concordanze: due gemelli appaiono infatti crescere differenziandosi psicologicamente; parenti ed amici sono concordi nel definirli "diversi" nel carattere, nelle manifestazioni affettive, negli interessi, e a volte diametralmente opposti. Dai gemelli stessi, accanto ad esibizioni un po' narcisistiche della identità esteriore, sono elencate, quasi a stupire con la sfida ai preconcetti, differenze di atteggiamenti, di gusti, di interessi, nel gioco, nel lavoro, soprattutto nello studio.


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